• Valentina

Amore e Madeira - il vino preferito da Rasputin e la leggenda della sua non-morte



Il madera (o in lingua originale madeira) è un vino dolce e liquoroso, tipicamente da dessert, che nasce dall'omonima isola portoghese.

La fama di questo vino zuccherino e saporito presto si espande in tutta Europa e, all'inizio del '900, lo zar medesimo possedeva, nella sua tenuta in Crimea, dei vitigni dai quali, grazie al clima mite della regione, si poteva produrre dell'ottimo vino dolce. Lo zar Nicola II e sua moglie, la zarina Alexandra, amavano degustare un bicchiere di vino da dessert nel corso della serata, dopo che i bambini erano stati messi a dormire, e ben presto il rito della degustazione di madera coinvolgerà anche il loro più fidato consulente spirituale, Grigorij Efimovic Rasputin.

Il monaco (o pseudo tale) conduceva un'esistenza di ristrettezze e privazioni fisiche e alimentari (come il rinunciare totalmente alla carne o ai dolci, soprattutto in periodi di penitenza precedenti il Natale e la Pasqua), ma nel corso della sua vita non mancheranno mai alcune dissolutezze, quali le passioni per le donne e per l'alcool.

Dopo essersi abituato alla vita di agi della nobiltà pietroburghese, Rasputin non farà mai mancare alla sua dispensa alcune bottiglie di madera, con le quali inizierà a ubriacarsi sempre più spesso, preoccupato dall'inimicizia dei nobili e del popolo e sentendosi ormai braccato; e sarà proprio con il madera e con le belle donne che i nobili più vicini alla corte imperiale cercheranno di eliminare il monaco.

Nel dicembre 1916 Rasputin viene attirato in una trappola nel palazzo del principe Feliks Jusupov, con la scusa di una festa e della possibilità di conoscere la moglie del principe, considerata la donna più bella di Russia.

Convincere il santone non è difficile viste tali lusinghe, ma ucciderlo si rivela decisamente più complesso.

I nobili decidono di avvelenare sia i pasticcini sia i calici di madera destinati all'illustre ospite, ma se i pasticcini vengono accuratamente evitati dal monaco in quanto in periodo di penitenza, il vino sembra scorrere a fiumi senza però sortire il benché minimo effetto, tanto che, prima di essere colpito definitivamente dai colpi di pistola del principe Jusupov, Rasputin riuscirà ancora a scappare per le scale e ad attraversare buona parte del cortile del palazzo.

A partire da quel momento, la passione per il buon vino e la facilità con cui il monaco ne abusava non si limitano più a essere tratti distintivi di un uomo con una morale fortemente dubbia, ma diventano parte integrante della leggenda del santo demone, quasi impossibile da uccidere, nonostante i calici venefici, un uomo ancora in grado di fuggire rapidamente dai suoi aggressori nonostante le quantità di veleno in corpo e i colpi di rivoltella lungo la schiena, e, ancora una volta, e fino alla fine, ammantato da un'aura di cupo mistero.

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