• Valentina

Bambino 44 - il film



Dal romanzo di Tom Rob Smith Bambino 44, di cui abbiamo parlato ieri, è stato tratto l'omonimo film, girato nel 2013 e distribuito nel 2015.

La produzione vanta alcuni grandi nomi, a partire dal produttore medesimo, Ridley Scott, per arrivare al regista Daniel Espinosa e agli attori che interpretano i protagonisti: Tom Hardy nei panni del protagonista Leo Demidov, Noomi Rapace nei panni della moglie Raissa, Gary Oldman quale generale Nesterov e Vincent Cassel nel ruolo dell'inflessibile maggiore Kuzmin del KGB.

Il grande schermo ci dà la possibilità di dare un volto ai nostri beniamini (e che volti) e anche al grande antagonista, interpretato da un ineccepibile Vincent Cassel, inoltre, benché il film sia stato girato in Repubblica Ceca, la riproduzione della Russia stalinista è oltremodo fedele.

Ma i pregi di questo film finiscono nelle righe di questa breve e asciutta descrizione.

La trama prende le mosse da una trasposizione quasi letterale del romanzo lasciando stupefatto lo spettatore che ha letto il romanzo e lo svolgimento della storia è altrettanto dettagliato ma qualcosa sembra sfuggire sempre.

I personaggi sono privi di spessore, tendenzialmente bidimensionali, i buoni solo buoni e i cattivi solo cattivi, in uno scenario etico semplicistico completamente estraneo al gioco di vittime e carnefici dei servizi segreti russi dell'epoca; manca inoltre totalmente la sottotrama a sfondo familiare che invece sorregge, anzi dà un senso, a tutto il romanzo, portando il lettore ad un finale tanto cruento quanto inaspettato.

Nessun andamento circolare in grado di spiegare il prologo nell'epilogo, nessun fil rouge intessuto tra gli altri fili del racconto, un classico thriller in cui il protagonista segue una logica induttiva per risolvere un crimine e diventare l'eroe della narrazione senza che, al Leo Demidov cinematografico, venga dato il pathos della scoperta dell'identità del serial killer di Rostov né alcun barlume di dubbio (umano, morale, giuridico) nell'esercizio della sua azione, senza parlare dell'introspezione psicologica nel ricordo della vicenda personale e familiare del protagonista, sostanzialmente non pervenuta.

Voto 6 per l'impegno, ma con un romanzo di tale spessore sicuramente si sarebbe potuto fare di meglio.



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