• Valentina

La Russia nei racconti - Anton Checov



Il secondo approfondimento sui racconti russi è dedicato a un altro grande narratore che ha fatto del racconto e del romanzo breve la sua cifra stilistica: Anton Checov.

Checov, di umili origini e laureato in medicina, dopo un'esperienza professionale come dottore inizia a dedicarsi alla scrittura diventando, nell'arco di poco tempo, un autore prolifico, fino a raggiungere la ragguardevole somma di 650 racconti, alcuni dei quali assolutamente memorabili, come "Il ciliegio" o "La signora col cagnolino".

Se Gogol' usava il racconto per descrivere la quotidianità di una grande città e le sue strambe contraddizioni, Checov invece porta alla nostra attenzione la realtà più piccola e concreta del luogo che ha eletto a sua residenza, la tenuta di Melichovo, poco fuori Mosca.

Ecco allora che l' '800 russo, attraverso gli occhiali tondi del dottor Cechov, non ha più i tratti surreali di un naso che se ne va in giro senza il suo proprietario o di un cappotto che rappresenta una giornata pietroburghese, bensì diventa il susseguirsi di piccole incombenze, piccole vicende e personaggi comuni.

Se all'inizio Cechov cerca di usare strumenti di ilarità o di vero e proprio humor, col passare del tempo e l'affinarsi della tecnica i suoi racconti diventano una finestra sul mondo, il suo e quello della provincia russa del suo tempo.

Ecco allora che le stagioni si susseguono, gli alberi fioriscono, le signore, inesorabilmente, passeggiano con i loro cagnolini, le amministrazioni zariste amministrano (non sempre correttamente) i territori.

Anton Cechov ci porta in un mondo che non c'è più, non solo in Russia, ma nel nostro tempo, con un realismo fatto di racconti brevi e incisivi, quasi onirici, in cui la parola è utilizzata con la precisione di un chirurgo e come le pennellate di un artista.


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