• Valentina

Le icone russe tra arte sacra e leggenda


L'arte sacra russa, e in generale l'arte della Chiesa Ortodossa, è stata da sempre improntata alla maestosità e al lusso, come segno di rispetto e devozione.

Dotate di una fama che precede il loro nome vi sono sicuramente le icone russe, quadretti votivi quasi sempre dedicati a Gesù o alla Madonna, diventati veri emblemi dell'arte sacra dell'Europa Orientale per via dei loro colori, dei materiali pregiati e della raffinata lavorazione.

Benché i soggetti non differiscano da quelli dell'arte della Chiesa Cristiana Cattolica, la realizzazione è difforme per alcuni dettagli, vediamo come.

I due colori simbolo della rappresentazione iconografica della Vergine Maria, il blu e il rosso, rappresentanti rispettivamente l'aspetto spirituale del cielo e l'aspetto concreto della terra, sono invertiti rispetto alla tradizione occidentale, in quanto la veste blu copre direttamente il corpo del soggetto ritratto, invece il velo rosso è posto sopra.

Inoltre, benché le cornici siano spesso di semplice legno grezzo, gli sfondi sono molto elaborati, riportano incisioni di piccoli dettagli e, quasi sempre, sono realizzati con materiali preziosi quali gemme, oro o fogli rivestiti d'oro.

Le icone, ampiamente venerate e presenti in quasi tutte le case dei fedeli ortodossi, hanno trovato ampia diffusione durante l'epoca zarista, durante la quale i sovrani utilizzavano il potere ecclesiastico come pilastro per reggere l'impero, tant'è che lo zar si autoproclamava eletto dal Signore e capo della Chiesa Ortodossa e c'erano icone raffiguranti i membri della famiglia reale.

Con la Rivoluzione d'Ottobre e l'avvento del comunismo la professione di qualsivoglia credo fu vietata, i luoghi di culto vennero chiusi e le icone sequestrate e vendute o smembrate per recuperarne gli elementi preziosi spendibili sul mercato.

Nonostante i 70 anni di regime sovietico alcuni di questi affascinanti quadretti votivi però sopravvissero alle perquisizioni e alle persecuzioni ai danni dei loro proprietari e arrivarono, splendidamente conservate, nelle più impensabili aree del globo.

Tra queste destinazioni misteriose c'è il Museo Masaccio situato a Reggello (FI), dove quattro icone russe sono esposte nelle sale dedicate all'arte sacra e dove un simpatico parroco le illustra ai visitatori.

A dimostrazione ulteriore (come se ce ne fosse bisogno) che l'arte può vincere anche nei tempi più bui.


Ps: mi scuso ancora per l'assenza di fotografie, rimedierò quanto prima.




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