• Valentina

Le Marlboro di Sarajevo - l'assedio in pillole



Le Marlboro di Sarajevo è una raccolta di racconti scritta da Miljenko Jergovic e pubblicata in Italia dalla casa editrice Bottega Errante Edizioni per la collana Estensioni.

I racconti di Jergovic narrano, nella breve lunghezza, l'esperienza dell'assedio di Sarajevo, durato dal 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996, esperienza vista attraverso gli occhi dei suoi stessi abitanti.

Sarajevo è una città in cui crescono le mele nei giardini, in cui si studia all'Università, in cui le giovani coppie si innamorano e vanno a convivere nonostante le differenze sociali e culturali, è una città multietnica per tradizione e vocazione, fino all'esplosione della guerra civile.

Nei racconti la crudeltà della guerra, con le sue nefaste conseguenze, non emerge quasi mai platealmente. Emergono scorci di bombardamenti, di rifugi antierei, di morte, ma rimangono in secondo piano rispetto alla vita, che ostinatamente va avanti.

I racconti di Jergovic sembrano ispirati da quegli stessi abitanti che si sono ribellati alla guerra continuando ad uscire di casa, a mettersi in fila per il pane, a passeggiare per le strade, come a sfidare la malasorte e la stessa signora con la falce.

E allora ecco Rade e Jela, che vogliono rubare le mele sull'albero, Ivo, cittadino incorruttibile e vecchio stampo, Elena, che arriva da fuori e non si abitua alla città. I protagonisti di ogni singolo racconto sembrano in realtà muoversi in una narrazione corale in cui la scenografia è la Sarajevo sotto assedio.

Nonostante la drammaticità del contesto e l'ineluttabilità della guerra, che emerge come un compagno costante, Le Marlboro di Sarajevo è un canto di speranza, un racconto di vita sopra la morte, di piccole cose che sopravvivono al dolore e che aiutano a sconfiggere la paura.

La scelta del nome? Da scovare in mezzo ai racconti.




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