• Valentina

Sovietistan: l'Asia centrale dopo il crollo dell'Impero



Erika Fatland, giovane giornalista norvegese, pubblica in questo libro il suo reportage sui Paesi dell'Asia Centrale ex membri dell'URSS e ci porta per mano attraverso deserti, steppe e metropoli tanto futuristiche quanto povere.

Nei secoli passati il suffisso -Stan ha indicato i territori simili alla Turchia per geografia, cultura o religione e, più genericamente, tutti i territori del Medio Oriente, ma attualmente lo "Stan" è suddiviso in molti Stati diversissimi tra loro.

Sovietistan: viaggio nell'Asia centrale parla di Tagikistan, Turkmenistan, Kazakistan, Kirghizistan e Uzbekistan; i predetti Paesi sono accomunati da un'unica caratteristica, essere stati membri confederati dell'Unione Sovietica, ma nella realtà quotidiana, nelle tradizioni e nella cultura non potrebbero essere più differenti tra loro.

Il Turkmenistan, tanto piccolo quanto ricco di petrolio, con un culto del Presidente che rasenta il grottesco, il Tagikistan, poverissimo e arretrato, culla di culture e dialetti quasi totalmente perduti, il Kazakistan, che cerca la sua democrazia con rivolte e sommosse, il Kirghizistan e l'Uzbekistan, sconfinati e violenti.

Paesi che guardano alla Russia come a una madre benevola ma che, per ragioni sia economiche sia geografiche, si estendono verso i nuovi ricchi dell'Estremo Oriente, in particolare la Cina, e che sempre più spesso, per ragioni religiose e culturali, appoggiano il vicino Iran.

In perenne conflitto tra una pace fragile (e molto spesso garantita con la dittatura) e le guerre civili, le ricchezze delle risorse energetiche, immense ma concentrate nelle mani di pochi, e la miseria, alla quale si può sopperire solo con strumenti al limite della legalità, come il traffico d'oppio col vicino Afghanistan.

E ancora la cultura millenaria (la nascita della lavorazione della seta, le lingue locali, città quali Samarcanda) unita alle tradizioni più tribali, come il ratto delle spose e gli scontri tra fazioni avverse. Il deserto, la steppa, i fiumi e le montagne, oltre alle città costruite grazie ai proventi dei pozzi petroliferi.

Un viaggio in un mondo dalle radici multiple e sovrapposte, così come le tradizioni dei suoi abitanti, con un piede nel passato ma lo sguardo già rivolto altrove.

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